18 Ottobre 2020

Cos’è la tossicodipendenza

By staff

La tossicodipendenza è una intossicazione cronica o periodica che colpisce, secondo l’OMS, chi assume qualsiasi sostanza che introdotta in un organismo vivente ne modifica il funzionamento e/o gli atteggiamenti sia fisici che psichici. Sostanza che può essere chimica naturale o sintetica.
A essere danneggiato non è solo l’individuo che ne fa uso ma anche la società nella sua interezza. Infatti, ad essere maggiormente colpiti sono i giovani ma non solo. Secondo i dati epidemiologici di Sert e Comunità, l’età di incidenza del problema sta aumentando.

Da sottolineare come l’abuso di alcol e fumo, detti comunemente alcolismo e tabagismo, sono varianti non meno gravi dell’abuso di sostanze stupefacenti considerate illegali. Inoltre, esiste ed è stata studiata anche la dipendenza da farmaco. Che però avviene solo sul piano fisico ed è chiamata farmacodipendenza. Le tipologie di droghe leggere o pesanti più comuni che portano alla tossicodipenza sono:

  • Stimolanti del sistema nervoso centrale: cocaina, anfetamina, destro-anfetamina, metilfenidato
  • Allucinogeni: mescalina, fenciclidina (o polvere d’angelo), psilocibina, LSD (potente sostanza psichedelica)
  • Sedativi ed ansiolitici: barbiturici, benzodiazepine, alcolici
  • Oppiacei ed antidolorifici: eroina, oppio, codeina, idromorfone, ossicodone, meperidina
  • Marijuana e hashish

Tossicodipendenza: Sintomi generali e specifici

Il tossicodipendente ricerca in tutti i modi l’oggetto della sua abitudine. Cioé la droga. Questa necessità compulsiva lo porta all’assuefazione e alla tolleranza della sostanza utilizzata. Così avrà bisogno di una dose sempre più elevata per mantenere la sensazione di inebriamento ed euforia.
Un prolungato uso di droghe comporta problemi al fegato e al pancreas. Infatti, sono frequenti sia la cirrosi che la pancreatite cronica. Nel soggetto, si presentano anche disturbi digestivi, nonché un rimpicciolimento del cervello e una carenza di fibre.

Chi soffre di questo disturbo, tende ad isolarsi e a perdere ogni legame con la realtà. Progressivamente fatica a parlare e a coordinare i movimenti. In generale, a cambiare radicalmente è il proprio modo di essere e lo stile di vita. Si diventa molto violenti sia dal punto di vista verbale che quello fisico. Il legame con la droga è così forte che non mancano i sintomi dell’astinenza.

Ogni sostanza assunta ha comunque dei sintomi specifici. Per esempio eroina, morfina e metadone, causano depressione, stitichezza, irritazione cutanea, alterazione degli odori.
Marijuana e hashish favoriscono ipertensione e tachicardia. Le persone che ne ususfruiscono, notano un aumento della fame, occhi rossi, paranoia, perdita della memoria, rallentamento dei riflessi, alterazione della vista e dell’udito. La cocaina e le anfetamine in generale, sono responsabili di: anoressia, insonnia, irritabilità, congestione nasale e aumento della temperatura basale.

L’LSD comporta allucinazioni, comparsa di flashback e alterata percezione della realtà. L’assunzione prolungata di barbiturici e benzodiazepine rende comuni: difficoltà di masticazione, stato confusionale, vertigini, difficoltà respiratorie e letargia. Pericolose sono senza dubbio, Ectasy e MDMA. Chi le assume, nota una riduzione dei freni inibitori e un’euforia estrema. Inoltre,vista udito e gusto sono sensibilmente modificati ed alterati. Sono favorite la sonnolenza e la bradicardia. Si perde coscienza e i movimenti risultano scoordinati. In casi estremi, c’è anche il rischio di overdose, cioé un dosaggio così estremo che porta a conseguenze letali.
Da rilevare, molti casi di epatite C, specie nelle regioni del Centro-Sud. Ciò accade soprattutto nel primo anno di consumo, per un tossicodipendente su due.

Tossicodipendenza: Cause

Il capitolo dedicato alle cause della tossicodipendenza è molto complesso. A condurre un singolo individuo verso questa patologia, possono essere diversi fattori. Nella maggior parte dei casi, non è una scelta consapevole. Si comincia con un uso sporadico, con il gruppo di amici. C’è chi si ferma lì e consuma le droghe occasionalmente. E chi invece ne diventa progressivamente dipendente. Inutile negare l’importanza del contesto.
Contesto familiare, sociale, lavorativo.
Nascere in ambienti malfamati e crescere sotto l’egida di una famiglia povera e che vive in ristrettezze, può portare a cercare una scappatoia. Un modo per evadere, una trasgressione che diventa atteggiamento compulsivo. Per raggiungere quella sensazione di euforia e dimenticare i problemi. Problemi che però crescono sensibilmente con l’abuso di droghe.

Precisiamo comunque, che non si può generalizzare e che si ha sempre più notizia di tossicodipendenti in ambienti altolocati e abbienti. Secondo Piero Prenna, presidente della Comunità di San Patrignano, comunità terapeutica di recupero per tossicodipendenti ad accomunare tutti c’è un disagio di fondo. Che si sviluppa in famiglia o fra i banchi di scuola. Acutizzato in chi subisce bullismo o violenze o in chi fartica ad accettare sé stesso. Un male di vivere che si cerca di mitigare in forme autodistruttive.

Soluzioni e cure

Uscire dal vortice della droga e della tossicodipendenza, non è affatto semplice. Fondamentale è infatti l’aiuto dei familiari e il supporto medico e terapeutico. Prima di tutto però deve essere presente la consapevolezza del problema, della dipendenza. La persona interessata, deve capire di avere una patalogia e avere desiderio di cambiare, di tornare ad una condizione benefica per se stesso e per chi si trova vicino a lui.
Risulta altamente complicato per i soggetti più deboli e per chi non ha un sostegno o una figura “guida” su cui contare.

Frequentemente le persone tossicodipenti vengono mandate in comunità di recupero, assistiti e controllati da professionisti ed esperti del settore.
Il paziente deve dimostare una fortissima volontà di venire fuori da questa situazione negativa. Deve collaborare con chi lo sta aiutando e seguire scrupolosamente i dettami e le prescrizioni del personale medico-sanitario.
Nei percorsi di cura, c’è sempre il rischio di ricaduta e recidività.
All’interno del processo di intervento, dovrà essere impiegato un team multidisciplinare. Figure come il medico di famiglia, lo psicologo e lo psichiatra entreranno in comunicazione con il soggetto e familiarie ed amici. Tutti uniti con lo scopo unico di farlo uscire dal tunnel che lo sta devastando.

Droga e tossicodipendenza: Dati e statistiche

Guardando i numeri sul consumo di droga, l’Italia è ai primi posti in Europa. Il 22% degli adulti fra i 15 e i 64 anni, nel 2017, ha utilizzato sostanze stupefacenti. In questa classifica, siamo terzi dopo Repubblica Ceca e Francia. Secondi per uso di cannabis e quarti per quello legato alla cocaina. A stabilirlo è stato il report dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze.

Secondo lo studio Espad®Italia 2018 è emerso che oltre un terzo degli studenti italiani ha assunto almeno una sostanza stupefacente nella vita e più di un quarto nel corso dell’anno. Per loro, la cannabis è il prodotto più facile da reperire, per il 48,2%. Discoteche e normali strade sono i luoghi più popolare in cui procurarsi la droga. L’Istat fotografa ancora meglio la questione. Nel 2019, su 660.000 studenti il 25,6% faceva uso di stupefacenti. I ricoveri per droga in età studentesca raggiungevano i 7.452 casi.

A questo proposito, bisogna tenere presente cosa si sta facendo per prevenire il fenomeno. La metà (56%) dei dirigenti scolastici riferisce l’esistenza di un Piano regionale/provinciale/locale sulla prevenzione dell’uso di sostanze psicoattive. Progetti che però sono ignorati o poco conosciuti dalla cittadinanza.

Nel 2018 le Forze dell’ordine, hanno predisposto 945 posti di controllo lungo le arterie stradali. 37.924 conducenti sono stati sottoposti ad alcoltest. Di questi, una percentuale del 6.5% ha riscontrato un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l. Si tratta di 2.841 persone; 134 erano di età inferiore ai 21 anni e/o neopatentati. A tutti questi soggetti, sono state ritirate o sospese le patenti. Per quanto riguarda l’uso di sostanze stupefacenti, 2.321 sono state le persone coinvolte nei test salivari e comportamentali. Dei 595 positivi, una buona parte (71%) ha consumato almeno una sostanza. Cocaina e cannabinoidi soprattutto.

E’ giusto, per completezza, analizzare i dati del consumo di droga in Italia. Ad aiutarci in questa direzione, è la Relazione annuale 2020 della Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa). Negli ultimi 12 mesi c’è stato un aumento del 127% del consumo di cocaina. Rispetto alle statistiche del 2018, crescono in percentuale anche le morti per overdose, +11% e 373 vittime. La Direzione centrale ha riscontrato un proliferare di droghe sintetiche che vanno per la maggiore tra i più giovani. Complice anche la presenza dell’e-commerce e del dark web dove si può comprare qualsiasi cosa senza incorrere in controlli o sanzioni. Ad essere monitorato nel report è stato anche il fenomeno dello spaccio. Preoccupante l’età degli spacciatori. Sempre più minorenni diventano spacciatori e si occupano in prevalenza della vendita di derivati della cannabis.

Infine, analizziamo brevemente la situazione nel pieno della pandemia Covid-19. Si segnalano notizie positive in questo caso. Le morti per overdose sono stata cinque. Per abuso di alcol e sostanze stupefacenti è stata presa in carico una percentuali di individui pari, rispettivamente, al 9 e al 4%. L’Osservatorio europeo, prima menzionato, fotografa un periodo di mutamento generale della produzione e del consumo di droga. Mettendo in evidenza sequestri record di cocaina e di grandi quantità di eroina. Così come preoccupazioni sull’alto tasso di Thc nella cannabis.
Il Coronavirus comporterà, dunque, nuove sfide per sradicare la tossicodipendenza.