18 Ottobre 2020

Cos’è la Marijuana

By staff

Di marijuana molto se ne sente parlare come di uno scandalo, o se ne parla poco in pubblico per pudore. È, e resta, un argomento spinoso in alcune culture, come la nostra, che legano questa pianta agli effetti collaterali nocivi sulle persone che ne fanno uso, senza sapere che per alcune situazioni ospedaliere, viene utilizzata per migliorare la vita dei pazienti, affetti da dolori e problemi legati ai movimenti. La marijuana è una sostanza, definita psicoattiva, perché farmacologicamente viva da un punto di vista chimico, capace, cioè, di modificare lo stato psico fisico di un soggetto e per questo accomunata ad altre droghe molto più pericolose. Questa sostanza si ottiene facendo essiccare le infiorescenze, i fiorellini, della pianta conosciuta come Cannabis sativa. Viene assunta attraverso il fumo, con o senza tabacco, e l’uso frequente fa abbassare la percezione della dose assunta, facendo in modo che il fisico chieda sempre di più una dose maggiore. Si usa per effetti ludici, per coglierne gli effetti attraverso il fumo o l’inalazione delle sue sostanze, oppure attraverso l’estrazione del principio THC, il delta 9 tetraidrocannabinolo, a bassi valori per uso terapeutico; con valori alti di THC, viene considerata illegale in molti Paesi del mondo. Ci sono piante di Cannabis, che possono essere coltivate legalmente, sempre a seconda del Paese, dove si stabiliscono anche il limite dei parametri della legalità. Bisognerebbe conoscere qualcosa di più di questa sostanza, per evitare di incappare in inutili pregiudizi o peggio di dare noi giudizi affrettati, senza pensare al beneficio che possono avere persone destinate a soffrire i dolori della chemioterapia o a subire gli effetti collaterali dell’AIDS.

Effetti fisici, psichici e a lungo termine della Marijuana

L’uso di marijuana è diffuso soprattutto negli adolescenti, che affermano di averlo provato già dalle scuole superiori. Secondo alcuni studi, si prova per entrare nel gruppo sociale degli amici della scuola, per farsi vedere più grandi della loro età, per nascondere dei disagi maggiori in famiglia o con i coetanei, o tanto per provare, tanto non è pericoloso. Ciò a cui non si riflette sono le conseguenze di un uso che, inevitabilmente, diventerà costante, con danni al fisico, sotto diversi punti di vista, ed alcuni in forma permanente.

I primi problemi che l’uso di marijuana porta, nei ragazzi, e sul rendimento scolastico. Questa sostanza ha un effetto negativo sui livelli di attenzione, sulla memoria e sull’apprendimento. Crea problemi sulla concentrazione, visto che agisce sulla memoria a breve termine. Per chi ne fa uso regolare, questi effetti persistono, anche dopo che l’effetto della droga svanisce. Lì per lì, nel momento in cui si assume, la marijuana allevia la tensione, e si percepisce un senso di felicità e euforia. Aumenta la consapevolezza di sé, con una compromissione però della sfera cognitiva, nel senso che si ha una percezione del tempo, spazio e corpo, decisamente distorta. Ad alto utilizzo, si verifica anche una ridotta stabilità nella postura e fermezza della mano, che tradotto in termini scolastici, ma anche di svolgimento delle attività di tutti i giorni, difficoltà nell’eseguire movimenti, i quali richiedono, quindi, particolare attenzione. A questo stato ci si arriva a seguito di dipendenza, molto pericolosa per gli effetti sulla persona, come irritabilità, disturbi a dormire, ansia, disagio fisico, poca fame, e soprattutto sugli altri, che devono subire questi comportamenti.

Compromesso l’uso di attenzione e concentrazione, sono precluse tutte quelle attività che richiedono impegno, tra cui la guida di un’autovettura. I tempi di reazione sono allungati, la concentrazione sul segnale stradale è compromessa, la capacità di calcolare le distanze nulla, e in situazioni come la guida, non è possibile effettuare una frenata anche solo qualche secondo di ritardo, perché si corre il rischio di morire o di uccidere qualcuno, senza tra l’altro, rendersene conto. Chi si mette alla guida dopo aver fatto uso di marijuana, di solito, le cronache ce lo raccontano, non viene fatto solo con la droga in corpo, ma ci si abbina alcool e altre droghe, diventando questo mix distruttivo per l’organismo.

In età adolescenziale, è stato riscontrato, inoltre, che per i soggetti predisposti, l’uso di droga può far insorgere patologie psichiatriche, e alimentare attacchi di panico e psicosi acute. Per chi si ammala di schizofrenia, la marijuana non fa che peggiorare la situazione, creando allucinazioni e paranoia. L’uso frequente di questa sostanza, poi, aumenta i sintomi di depressione, ansia, disturbi di personalità e suicidi.

Quando si decide di fumare marijuana, si sa, non si può ricollegare un effettivo rischio di tumore ai polmoni, ma quello che è certo, è il danno che la droga provoca alle vie respiratorie, irritandole e facilitando la comparsa di patologie alle vie respiratorie, come crisi asmatiche anche molto forti. Chi fuma marijuana, solitamente, fuma anche sigarette di tabacco, e in questo abbinamento è ancora più difficile smetterne la dipendenza.

La tachicardia è causata, da chi fa uso di marijuana, dall’aumento della frequenza cardiaca e da un sostenuto aumento della pressione arteriosa, e durano generalmente fino alle successive 2 o 3 ore dopo l’assunzione della droga. Il monossido di carbonio, assunto attraverso il fumo, riduce l’ossigeno nel sangue, mettendo a rischio il soggetto di ischemia.

Sul lungo termine il discorso cambia se si inizia a far uso di cannabis in età giovanile o adulta. L’adolescente rischia effetti collaterali permanenti, che vanno a compromettere l’uso del sistema cognitivo e neurologico, per gli adulti, invece, sembra non sia così compromesso, pur mantenendo tutti quegli effetti a breve termine, devastanti per una vita serena.

Cosa dice la legge italiana sull’uso di cannabis

Sono note a tutti le battaglie di Marco Pannella, noto esponente del Partito Radicale Italiano, per la legalizzazione delle droghe, cosiddette leggere, questo, a conferma che il tema è molto delicato e di costante attualità, anche considerando che la legge, in Italia, che legalizza il modo in cui può essere commercializzata la canapa, la Cannabis, è del 2016. Siamo, comunque, molto lontani dalla legalizzazione della marijuana intesa come droga, ma si è aggirato l’ostacolo per commercializzare un prodotto che non è definito droga. È un dibattito acceso per via degli effetti che provoca la marijuana, di fronte ad un maggiore uso che se ne potrebbe fare, se fosse legalizzata. La legge sopra citata è la n. 242 del 2016, che regola i modi in cui la canapa può essere coltivata e commercializzata. Viene definito che si possono coltivare solo semi di canapa certificati, conservando il titolo di acquisto, con la relativa documentazione della provenienza, da conservare almeno per un anno, e, comunque, almeno fino a quando la pianta non sarà pronta per la vendita al pubblico. Con la tracciabilità, si tende a voler evitare problemi con semi di dubbia o ignota provenienza, i quali potrebbero creare non pochi problemi, per specie di canapa dannose.

La pianta può essere acquistata anche per ragioni ornamentali, e fin qui nessun problema, come anche realizzare produzioni artigianali alimentari o non alimentari, come oli, pane, biscotti, prodotti cosmetici, capi di abbigliamento. Qualsiasi cosa prodotta con THC superiore ai livelli dello 0,6% è considerato in Italia illegale. Stesso discorso vale per i prodotti farmaceutici, ma con valori tollerabili fino al 0,8%, per alleviare il dolore di malati di tumore, che stanno soffrendo per le terapie chemioterapiche, o per aiutare il senso di appetito di malati di AIDS o di cancro. Nel mondo solo 13 stati hanno autorizzato l’uso della Cannabis per uso terapeutico, e negli Stati Uniti solo 31 stati federali hanno acconsentito.

Questi prodotti, definiti anche marijuana senza THC si possono acquistare solo presso rivenditori autorizzati, che possono garantire una adeguata certificazione per legge e una tracciabilità dei prodotti. Negli ultimi anni sono proliferati negozi di questo tipo, ma molti hanno chiuso dopo poco, per non aver colto il messaggio serio e legale che un commercio del genere vuole rappresentare.