5a Conferenza Nazionale sulle Droghe -  Trieste 12/14 marzo 2009

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Fini: nemico da sconfiggere si chiama "cultura della morte"

Il grande nemico da sconfiggere si chiama "cultura della morte" e se non sara' combattuto da tutta la societa' la lotta sara' impari e destinata alla sconfitta. E' il messaggio lanciato dal presidente della Camera Gianfranco Fini a conclusione della conferenza nazionale sulla droga di Trieste.

L'analisi di Fini e' partita dalle parole di Antonio Costa, direttore dell'Unodc, secondo il quale la tossicodipendenza e' stazionaria a livello globale. "E' vero- ha argomentato Fini- ma e' altrettanto vero che ovunque c'e' una forte crescita del traffico di droga, con un vero e proprio marketing messo in piedi dal cartello delle organizzazioni mondiali del narcotraffico. Un marketing sempre piu' evoluto e sofisticato, volto a far cadere le barriere psicologiche dell'individuo e soprattutto a creare consenso sociale attorno a una vera 'cultura della morte'".

"Se cio' non fa crescere la tossicodipendenza- ha aggiunto- fa crescere il consumo di droghe trasformandole in beni di consumo.

Sono cambiate non solo le sostanze utilizzate, ma i modi e i luoghi del consumo, i profili del consumatore". Di fronte a questo scenario, ha proseguito il presidente della Camera, "servono non solo nuove forme di contrasto, ma va ripensata radicalmente l'offerta dei servizi per l'utenza potenziale dell'attuale mercato delle droghe. Della quale utenza vanno prima di tutto capite le caratteristiche".
 
Il ruolo dei testimonial che parlano ai giovani e' positivo, ha poi detto Fini, "ma il mercato non si rivolge solo ai giovani, bensi' a categorie tutt'altro che marginali, inserite in attivita' produttive ben strutturate. C'e' nella societa' occidentale un'enfasi crescente sul presunto potere di certe sostanze, capaci di aumentare le performance personali. Se si pone l'accento sull'efficientismo, e' inevitabile che ci siamo delle conseguenze".

Le nuove droghe che "creano l'illusione di rispondere sempre alle richieste della societa' efficientistica- ha proseguito- non riguardano solo la salute di chi ne fa uso, ma colonizzano intere fasce sociali. Non c'e' piu' solo la droga nell'area del disagio".

 

AGENZIA DIRE

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