Secondo il presidente della Camera, che ha concluso la quinta conferenza nazionale sulle droghe, "l'attenzione va spostata dalle sostanze stupefacenti alle persone. Non ci si deve concentrare solo sulla repressione, ma sulla centralita' della persona. Parliamo meno delle sostanze, e parliamo di piu' delle ragioni per le quali una persona puo' essere attratta dalle sostanze. Ma facciamolo con una chiave di lettura non datata".
A giudizio di Gianfranco Fini, infatti, "la percezione della droga oggi e' culturalmente piu' tollerata. C'e' meno scandalo attorno a essa. Dobbiamo invece rialzare la soglia della consapevolezza della pericolosita' altrimenti non potremmo contrastare questa cultura della morte. C'e' chi fa il tifo per una normalizzazione culturale della droga. E non solo gli antiproibizionisti, che costituiscono solo la punta dell'iceberg".
Secondo Fini la vera prevenzione deve tenere conto che "uno dei maggiori fattori di rischio e' costituito dal deficit di vigilanza familiare. Ma se la famiglia puo' essere l'anello debole, nello stesso tempo e' anche l'elemento che contribuisce a far rialzare rialzare la soglia di attenzione al fenomeno".
Servono quindi "politiche di 'educazione permanente': e' giusto parlare ai giovani, ma contemporaneamente si deve parlare ai genitori, i quali non sempre hanno il sostegno necessario per discernere i valori dai disvalori".
Servono, insiste, politiche di sostegno al nucleo familiare da un punto di vista culturale, per capire il disagio giovanile, far capire che puo' esserci qualcosa di alternativo alla fuga nelle droghe.
Fini e' quindi tornato sul tema delle risorse. "Se non diamo i soldi necessari per la lotta alle droghe, continueremo a combattere una guerra impari. Si puo' discutere insieme su dove reperire le risorse e sull'ammontare; e poi ci potremmo dividere sull'utilizzo". E qui il presidente della Camera ha lanciato
l'appello a un "impegno corale di tutta la societa': questa azione non puo' essere svolta da singoli soggetti, sociali o politici, dev'essere di tutti, compresi gli operatori dell'informazione e la comunicazione, che non sono solo tecnologie ma possono essere un'enorme risorsa come un problema.
Tutto dipende da come operano di fronte a questa sfida". "Se abbiamo tutti la consapevolezza che la sfida e' impari, non si puo' andare in ordine sparso- ha concluso- Si deve affermare che non puo' esistere il diritto di drogarsi, e che deve esistere il diritto della societa' a evitare che si cada nella tossicodipendenza: e questo non puo' che essere un obiettivo di tutti. E la convergenza maggioritaria del Parlamento su questi temi ci fa essere ottimisti".
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