5a Conferenza Nazionale sulle Droghe -  Trieste 12/14 marzo 2009

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DPA: Via ai piani per famiglie e minori

Il dipartimento per le politiche antidroga della presidenza del Consiglio sta per varare due piani di azione, uno rivolto all'infanzia e all'adolescenza, l'altro alla famiglia, in grado di coinvolgere diversi livelli governativi e operatori della societa' civile. L'obiettivo e' quello di "superare l'isolamento delle famiglie in difficolta', e promuovere un welfare sostenibile e abilitante". E' quanto emerso nelle sessioni tematiche in svolgimento a Trieste, nella 5^ Conferenza nazionale sulle politiche antidroga.

Va sostenuta, in particolare, "l'esigenza di distribuire differenti ruoli e livelli di responsabilita' tra Enti, attribuire le responsabilita', evidenziare i problemi tra istituzioni e operatori del settore", ha detto il capo del dipartimento antidroga, Giovanni Serpelloni. Dall'assemblea plenaria e' emersa anche la volonta', da parte del governo, di coprire gli interessi passivi che le comunita' devono alle banche a causa dei ritardi nei finanziamenti pubblici. Durante l'assemblea, inoltre, i rappresentanti delle Regioni hanno esposto programmi, analisi e problematiche degli operatori.

Tra i relatori che si sono succeduti, Arcangelo Alfano, referente della commissione Salute del Gruppo tecnico interregionale, ha esposto un'analisi articolata sulla mappatura delle risorse a disposizione degli operatori pubblici, sul coordinamento delle Regioni e sul numero degli operatori e la loro disposizione sul territorio a disposizione di ogni utente.

Sono stati analizzati i rapporti tra Stato, Regioni e Pubblica amministrazione, con attenzione al tema dell'erogazione dei finanziamenti, della collaborazione effettiva tra Enti e della concertazione. Lo studio, sperimentale, esplorativo e selettivo ha mostrato un'offerta di servizi disomogenei, con situazioni di variabilita'. Invece Fabrizio Oleari, del ministero della Salute, ha relazionato sugli aspetti contabili e finanziari delle modalita' di finanziamento. La percezione di malessere tra gli operatori del settore, ha spiegato, "nasce da un dato di fatto: un errore nella catena tra legge Finanziaria, fondi, quote regioni, quote per Asl".


Agenzia Dire

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