Nessuna competizione, ma la necessità di una nuova sinergia tra strutture pubbliche e private nella lotta alla tossicodipendenza. Portare il dialogo tra Stato e Regioni a un nuovo punto di equilibrio, uscire dalla sola logica ideologia politica ed affrontare il problema "strutturale". Aumentare le risorse, ma passando per una maggiore managerialità e organizzazione e con dei controlli più efficaci.
Sono tra gli argomenti discussi oggi nel primo, di sei incontri previsti, e tenuto oggi presso la Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi dal tema: “I servizi pubblici, vecchi problemi, nuovi scenari e l’integrazione possibile”. Gli appuntamenti sono parte del Sistema Permanente di Confronto e Consultazione che segue la Conferenza Nazionale sulle Droghe tenutasi a Trieste nel marzo scorso. Agli incontri partecipano dirigenti di Ser.T, comunità terapeutiche, e qualche Regione.
“Dobbiamo innestare una marcia nuova, perché questa lotta non perda slancio - ha premesso Giovanni Serpelloni, Capo del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio - serve un approfondimento ulteriore per dare indicazioni concrete: cosa fare, chi lo deve fare tra amministrazioni statali, Regioni e privato sociale, una terza dimensione che dobbiamo porre in evidenza”.
“Con questa prima sessione – ha proseguito - facciamo il punto di un lavoro iniziato da tempo e promosso da Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT), dalla Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze (Federserd) e dal Coordinamento Nazionale delle Comunità d'Accoglienza (CNCA), ACUDIPA, etc, un'esperienza che tenta di creare delle nuove linee d'indirizzo nell’ambito dell’integrazione dei servizi”. Tra gli argomenti al centro del dibattito la difficoltà delle comunità di recupero che attendono, a volte da anni, di riscuotere i loro crediti dalle Regioni.
“La carenza di risorse a fronte della maggiore domanda – ha commentato Serpelloni - porterà a scelte di basso profilo, come sta accadendo anche in Europa, ma attenzione, la questione non è semplicemente di soldi ma anche, prima di tutto, di sapere e volere organizzare e programmare un nuovo futuro”.
Altro tema al centro del dibattito è stata la “concorrenza” o “sinergia” tra servizi pubblici o privati. “Dobbiamo usare con cautela questi termini – ha spiegato il capo del dipartimento – più che “competizione” tra questi soggetti è preferibile ricercare “sinergia”, pensandoli non come un “servizio pubblico”, ma come un “servizio al pubblico”, che può essere svolto anche da una struttura privata accreditata”.
Quanto al dialogo tra Governo e Regioni, è importante non tanto il suo rilancio, ma bilanciare il rapporto su un nuovo punto di equilibrio, parlando non solo con una regione, ma con tutte le singole regioni, per la necessità di uscire da una logica ideologica politica ed arrivare a scelte non di facciata e condivise che sostengano concretamente i servizi pubblici e le comunità.
La II sessione dell’incontro, dal titolo “La cura delle tossicodipendenze in Italia” ha permesso il confronto dei dati tra gli operatori del settore su risultati e caratteristiche delle terapie. Sono state rappresentate tesi scientifiche e lavoro sul campo. Come strutturare una “scienza clinica” delle dipendenze per ottenere una diagnosi più articolata, come misurare il successo terapeutico dei servizi, come coordinare prestazioni simili, somministrate da strutture diverse.
Il prossimo incontro si svolgerà il 4 giugno e avrà per tema “Carcere e droga: aspetti organizzativi” e “Uso del drug test professionale nei programmi di prevenzione precoce: risorsa o rischio?”.