5a Conferenza Nazionale sulle Droghe -  Trieste 12/14 marzo 2009

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Le sedi

Palazzo della Stazione Marittima

Inaugurata il 28 ottobre 1930, la Stazione Marittima è una delle migliori opere dagli architetti Umberto Nordio e Giacomo Zammattio.

stazione marittimaLa trasformazione della vecchia Stazione Marittima in moderna sede congressuale è avvenuta per gradi, ma è nel 1984 che l'edificio muta definitivamente destinazione con la ristrutturazione del primo piano, adibito a centro congressi e progettato per ospitare convegni, workshop, mostre e meeting di ogni tipologia. Successivamente, nel 2002, la ristrutturazione dei locali del piano terra ottimizza le potenzialità di tutti quegli ampli spazi che risultano particolarmente indicati per accogliere eventi espositivi e il ritorno delle navi bianche.

Lambita su tre lati dal mare e nel cuore culturale della città, oggi il Palazzo dei Congressi è tra i più significativi monumenti storici di Trieste.
L'imponenza dell'edificio si riflette nella vastità degli spazi creati all'interno. Una doppia scalinata in prezioso marmo grigio conduce dall'ingresso alla hall del primo piano. Ed è proprio la hall la peculiarità esteticamente di maggior valenza dell'edificio: un'area luminosissima, grazie alle ampie vetrate che compongono le pareti e si affacciano direttamente sullo splendido Golfo triestino, e di ampiezza tale da consentire l'allestimento di mostre di grande portata e di diverse tipologie.

Fonte: http://www.promotrieste.it/

Teatro Verdi

Il Teatro Verdi, nato con il nome di Teatro Nuovo, è uno tra i più antichi teatri lirici in attività. Fu costruito tra il 1798 e il 1801 dagli architetti Gian Antonio Selva (lo stesso della Fenice di Venezia) e Matteo Pertsch. La struttura dell’edificio riprende quella del “Teatro della Scala” edificato dall’architetto Piermarini, incluso anche il porticato proteso in avanti a richiamare il pubblico a teatro. Piermarini fu anche consultato per la definizione della struttura interna.

Teatro Verdi

L’inaugurazione avvenne il 21 aprile 1801 con Ginevra di Scozia di Simone Mayr, Annibale in Capua di Salieri e l’Oreste di G. Renzi, mentre il contiguo Teatro “San Pietro”, che era stato sino ad allora il centro della intensa vita teatrale di Trieste nel Settecento, veniva definitivamente chiuso.
Lavori di abbellimento e di restauro sono stati effettuati a più riprese nel 1819, 1834, 1848, 1881/84, allorché la capienza della sala venne portata dagli originari 1400 a 2000 posti; nel 1889 l’illuminazione a gas fu sostituita da quella elettrica. In tempi più recenti gli interventi di maggiore consistenza sono stati attuati nel 1950, mentre un’opera di radicale restauro, di consolidamento strutturale e di adeguamento alle vigenti norme tecniche e di sicurezza è stata attuata tra il 1992 e il 1997, con il trasferimento dell’attività del Teatro nella neo-costituita Sala Tripcovich, avente una capienza di circa 900 posti, che anche dopo la riapertura della sede storica ha continuato ad essere utilizzata per manifestazioni liriche, sinfoniche e cameristiche.

 Il Teatro - fornito di un Ridotto, all’origine di circa 700 posti — ha mutato più volte nome: nel 1821 fu chiamato “Teatro Grande”; nel 1861, acquistato dal Comune, “Teatro Comunale” e il 27 gennaio 1901, poche ore dopo la morte del grande compositore, venne consacrato al nome di Verdi con delibera della Deputazione Comunale. Divenuto Ente Autonomo nel 1937 e Fondazione di diritto privato nel 1999, è attualmente gestito dalla Fondazione Teatro Lirico "Giuseppe Verdi".

Fonte: http://www.teatroverdi-trieste.com

 

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